IL PICCOLO PRINCIPE

VENERDI’ 12 E SABATO 13 ORE 21.15
DOMENICA 14 ORE 16.30 DICEMBRE 2025

tratto dal testo di Antoine de Saint-Exupéry
adattamento e regia Italo Dall’Orto
codirezione artistica Lorenzo Degl’Innocenti
costumi Elena Mannini
scene Armando Mannini
musiche originali Gionni Dall’Orto e Erika Giansanti

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO in collaborazione con Formazione ENTRARTE

Il Piccolo Principe di Italo Dall’Orto torna in scena in un nuovo allestimento, carico di significato e bellezza, interpretato da un cast giovanissimo!

…Un nuovo Pilota, Leonardo Pesucci, e nel ruolo del Piccolo Principe due giovanissimi al loro debutto: Sara Yvonne Woods e Brando Rossi, accompagnati da una rosa bambina – Vittoria Pubblici – e da una volpe altrettanto giovane – Viola Motta.

Lo spettacolo si ispira fedelmente al testo e alle immagini del celebre best-seller, restituendo al pubblico tutta l’ingenuità e il disincanto dell’opera originale. Porta gli spettatori di ogni età in un viaggio poetico tra prosa, immagini, emozioni e significati preziosi, nascosti nelle singole parole. I personaggi adulti, interpretati da Leonardo Pesucci, Alessandro Zurlo e Marta Brilli, diventano lo specchio di una società che si confronta con la purezza del fanciullo, quella parte luminosa che abita dentro ognuno di noi.

Scenografie, luci e colori accolgono gli elementi essenziali del racconto, mentre costumi, atmosfere e musiche creano, nella scatola magica del palcoscenico, le suggestioni di un grande caleidoscopio.

Ph | Rafael Tuka

IL NASO

dal racconto di Nikolaj Gogol

VENERDI’ 5 E SABATO 6 DICEMBRE 2025 ORE 21.15

diretto e interpretato da Lorenzo Degl’Innocenti

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO

NUOVA PRODUZIONE – FUORI STAGIONE

“Il naso” di Nikolaj Gogol non è solo una storia surreale e divertente; è una feroce satira che ci trascina nella Pietroburgo ottocentesca, un mondo ossessionato dalla burocrazia e dallo status sociale. Il racconto, con le sue tinte assurde e il suo umorismo, diventa ora un’esperienza teatrale e musicale unica, ad opera di Lorenzo Degl’Innocenti che si concentra sul racconto puro ed originario.


La perdita del naso da parte dell’ufficiale Kovalëv non è solo un evento bizzarro, ma lo smarrimento della propria riconoscibilità e importanza agli occhi degli altri. Le peripezie di Kovalëv, che si ritrova a inseguire il proprio naso per le strade di Pietroburgo, si trasformano così in un racconto irresistibile e profondo sull’identità e sul ruolo che il rango ricopre nella nostra vita.
Questo spettacolo sarà un’esperienza unica e irripetibile: ogni sera, infatti, si trasformerà in un vero e proprio studio di registrazione live. Le performance saranno interamente registrate, incluse le reazioni spontanee del pubblico. Le risate di ogni sera saranno diverse e andranno a comporre la colonna sonora di questo racconto, rendendo ogni data un evento esclusivo e memorabile.

AMERIKAOS

PERCHÈ ANDAMMO VIA

SABATO 29 NOVEMBRE 2025

Regia e drammaturgia Andrea Kaemmerle
con Andrea Kaemmerle, e con Branka Ceperac (contrabbasso), Ivo Andreevic (fisarmonica), Danko Jugovic (clarinetto e sax), Andrej Comawskovic (Chitarra)

PRODUZIONE GUASCONE TEATRO

Ogni grande viaggio inizia con un passo, il primo, ma soprattutto inizia ancora prima nella fantasia, la prima volta che si sogna di partire. La vera storia di cinque scalcinatissimi esseri umani, piccoli criminali costretti dal 900 a sognare l’America.

L’incontro tra la musica delle bande ottomane/balcaniche con le prime blues band a stelle e strisce, le osterie, le lacrime e le valige di cartone, sono bosco fertilissimo per la comicità filosofica, la cialtroneria sbruffonesca e commossa dello Svejk di Kaemmerle che mai come in questo spettacolo si perde nei pertugi più nascosti ed intimi dell’animo umano.

Il testo dello spettacolo si abbevera alle cronache del tempo: diari di viaggio, romanzi, letteratura di paesi diversi. Il mondo vissuto lungo la spina dorsale Belgrado-Trieste-New York.

Amerikaos vive di risate, matrimoni, ricette afrodisiache, ironia yddish, mafia, emigrazione, bugie, sogni di gloria, birra a fiumi, rakia e fake news sul nuovo mondo. Il pubblico negli anni ha sempre adorato questo spettacolo ed ha prontamente seguito le gesta dei cinque eroi sfigati salendo con loro sulla passerella del transatlantico, ballando romanticamente nel chiar di luna che pettina l’oceano, applaudendo i novelli sposi d’occasione ed ecco che con l’eccezionale musica di Amerikaos il teatro si fa onirico, trasognato, surreale, vivo.

Secondo molti, lo spettacolo più maturo, equilibrato, appassionante della compagnia. Quello che dai 30 anni di strada ha più beneficiato, il tempo lo ha baciato con amore.

C’ERA UNA VOLTA… FAVOLE ITALIANE

Tutto quello che Calvino non ha potuto raccontare

SABATO 15 NOVEMBRE 2025

Di Max Paiella e Marcello Teodonio
Con Max Paiella

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO

NUOVA PRODUZIONE 2025

Dove sono nate, e dove sono finite le favole che abbiamo ascoltato dalla mamma la sera prima di coricarci, oppure quelle raccontate dal nonno, o quelle che abbiamo letto sul nostro primo libro, che magari è stato “fiabe italiane” di Italo Calvino?

Ebbene tutte le favole di quel celebre libro non sono state scritte da Calvino ma solamente da lui raccolte e a volte arrangiate. Uno spettacolo teatrale, arricchito da tante canzoni, per approfondire e arricchire di aneddoti e riflessioni semiserie la celebre raccolta di Fiabe operata da Italo Calvino. Quando parliamo di fiabe, è impossibile capire chi ne sia stato l’autore, perché le favole nascono dalla voce di chi le racconta. E poi si sono difettose con un meraviglioso, e sconosciuto, percorso: ad esempio di Cappuccetto rosso ce ne sono diverse versioni (una anche dei fratelli Grimm) e ne esiste una versione molto simile riportata dalla raccolta di favole romane da Gigi Zanazzo a Roma alla fi ne dell’800, come ci sono varie versioni delle vicende di Cola Pesce, la grandiosa leggenda siciliana, che Giuseppe Pitrè raccolse ascoltandone varie versioni dai racconti popolari, e così via.
Potremmo prendere molte fiabe (tutte?) legate alla nostra infanzia e scopriremmo che sono molto antiche e che troviamo testimoniate dalle raccolte di tutta Italia, ma anche della Polonia, della Francia e della Russia.

Quello che risulta è che le fiabe non hanno tempo e non hanno autori, perché, cambiate, arricchite, arrangiate su quel dialetto o su quella lingua, hanno un autore comune: il popolo. E questo è tanto vero che è sempre necessario recuperare e restituire queste fiabe meravigliose che raccontano l’Italia in un modo profondo e familiare a tutti, giacché ad ascoltarle non ci sono soltanto bambini…

Non si dimentichi infatti che il meccanismo della fiaba (racconti di vicende con inizio e fi ne; mescolanza di elementi verosimili e inverosimili, concreti e simbolici; vicende che contengono comunque delle “prove” per i protagonisti e una “morale”) nella sostanza viene riproposto dai moderni e attuali momenti e linguaggi delle fiction, dei cartoni animati, dei Manga, dei videogiochi.

Max Paiella, nota  voce del “Ruggito del Coniglio” di Radio2 e di protagonista di altre trasmissioni radiofoniche e televisive, musicista di talento e attore di teatro istrionico, ci accompagna in un viaggio attraverso i luoghi delle favole italiane e dei loro dialetti, arricchito dalla sua chitarra e dalle canzoni che tanto devono al mondo delle favole.

TERRA

un concerto per voce recitante e pianoforte, un inno alla vita

MARTEDI’ 28 OTTOBRE 2025

di Valeria Moretti
con PAMELA VILLORESI e DANILO REA

PRODUZIONE GAZZALADRA

“Se solo l’asse si inclinasse di un grado… Se solo l’atmosfera si assottigliasse…”: il nostro passaggio qui, sulla Terra, è un’occasione. Attraversiamo una cornucopia di meraviglie: essa ci nutre, ci delizia, ci stupisce; vive e respira.

Solleviamo la bocca dal “fiero pasto” e sentiamoci ancora suoi figli, parte del cosmo. Non restringiamoci, espandiamoci! Essenza della vita è la Metamorfosi, la capacità di cambiare: è tempo di resurrezione. Ricominciamo a meravigliarci.

È nostro compito generare il Divino dentro di noi e riconoscere dignità e sentimento a tutto ciò che ci circonda. Facciamoci dunque aiutare dai poeti, dai musicisti, dagli interpreti che hanno dimora nell’infanzia e sono i suoi più fedeli e appassionati testimoni.

TERRA – note dell’autrice

Uno spettacolo dedicato alla figura della TerraMadre di cui tutti siamo temporanei ospiti.

Leggenda, antropologia, esoterismo e letteratura si intrecciano in una confessione la cui essenza trova nel Mito la sua ragione di essere. Un continuo fantasioso rimando alle tante figure di dee misteriose, miracolose e sapienti oltre che minacciose, dove il Bello e il Temibile si sfidano in un eterno duello, per raccontare l’imprevedibilità del suo nucleo originario e primordiale, del suo fuoco sotterraneo. Percorso visionario dove reale e irreale procedono affiancati in un girotondo incalzante: immaginazione cosmica della TerraMadre che si colloca tra sacro e profano, tra finito e infinito, tra umano e divino, tra tempo e eternità.

Valeria Moretti

TRAILER
SERVIZIO RAI3

DE PROFUNDIS

OMAGGIO A GLAUCO MAURI

SABATO’ 18 OTTOBRE 2025

Lettura del De Profundis
di Oscar Wilde
progetto a cura di Andrea Baracco
con LORENZO DEGL’INNOCENTI

traduzione Camilla Salvago Raggi
versione teatrale di Glauco Mauri
musiche Vanja Sturno

PRODUZIONE COMPAGNIA MAURI STURNO

La Compagnia Mauri Sturno e il suo direttore artistico Andrea Baracco ricordano con la lettura del De
Profundis quel grande uomo e artista che era Glauco Mauri, con la lunga lettera di Oscar Wilde della quale ne aveva curato la versione teatrale e interpretato per una sola sera.
“Come fare un tributo ad uno dei più grandi uomini di teatro del nostro tempo?
Ho pensato che la cosa migliore, non so se la più giusta, fosse quella di far leggere ad alcuni attori della scena contemporanea, quello che è stato l’ultimo pensiero teatrale di Glauco, il De Profundis di Oscar Wilde.
“Ci vorrebbe un attore” mi ha ripetuto più di una volta Glauco in prova quando c’era qualcosa che non gli tornava nella sua interpretazione; in queste serate che proponiamo, di attori ce ne sono molti, e a loro va il nostro ringraziamento per aver accettato di dare voce a quelle parole che sono state le ultime, che questo straordinario uomo e meraviglioso attore ha recitato sul palcoscenico” (Andrea Baracco) De Profundis, non un romanzo, ma una lunghissima lettera indirizzata al giovane Bosie (Alfred Douglas) che Wilde scrisse durante gli ultimi mesi della prigionia nel carcere di Reading.
Nel 1895 Oscar Wilde, notissimo scrittore e commediografo all’apice del successo (tre sue commedie erano contemporaneamente rappresentate nei teatri londinesi) fu condannato a due anni di lavori forzati, il massimo della pena per i reati legati all’omosessualità. Reati che nell’Inghilterra vittoriana fino a pochi anni prima erano puniti con la pena di morte. Al carcere duro, che minò fortemente il suo fisico, si unirono la bancarotta finanziaria (i suoi libri non si vendettero più e le commedie ritirate dei cartelloni), la perdita dei due figli, che non rivide mai più, la sua casa e i suoi beni sequestrati. Oscar Wilde che aveva incantato i salotti letterari e mondani di Londra e Parigi fu messo al bando e sarebbe morto in miseria tre anni dopo l’uscita dal carcere, lontano dall’Inghilterra.
Il De Profundis di Oscar Wilde è andato in scena una sola sera al Teatro Rossini di
Pesaro (20 settembre 2024) città natale di Glauco Mauri, lì dove, molti anni prima aveva
iniziato a recitare.

USCIRO’ DALLA TUA VITA IN TAXI 

VENERDI’ 10 OTTOBRE 2025

di K. Waterhouse e W. Hall
Con Marco Cavallaro, Maddalena Emanuela Rizzi, Bruno Governale e Alessandra Cavallari
regia Filippo d’Alessio

PRODUZIONE SEVEN CULTS

Dopo il successo di come ammazzare la moglie e il marito senza tanti perché tornano in scena con Una commedia della pungente ironia. 

Imprevisti colpi di scena in continua evoluzione. Tradimenti coniugali, veri e presunti, a mascherare le paure in amore, l’incapacità di essere sinceri, della solitudine nella quale si rischia sempre di cadere. Commedia che porta in scena l’amore e le sue diverse sfaccettature e tutto ciò che avviene per paura. Un turbinìo di nuove scoperte, dove il tradimento tocca tutti e quattro i personaggi perché assume forme diverse, specchi di come è visto e vissuto l’amore da ciascuno di loro. Bugie e stravaganti verità. Equivoci e spassosi fraintendimenti. Nessuno dei personaggi vive la vita che vorrebbe, nessuno ha il coraggio di dirlo all’altro, nessuno si svela per quello che è veramente. Personaggi che tra bugie ed equivoci provano a ritrovare loro stessi.

TRAILER
https://youtu.be/WmlDTL1Lw9Y

CENERI ALLE CENERI

Atto unico di Harold Pinter

Sabato 10 DICEMBRE ore 21:15
Domenica 11 DICEMBRE or3 16:30

Con Gabriela Corini e Roberto Zorzut

Regia G.Corini e R.Zorzut

Luci Zot

Seven Cults produzioni

Ceneri alle ceneri è la penultima prova drammaturgica di Harold Pinter, autore inglese insignito del premio Nobel per la letteratura nel 2005 e scomparso nel 2008. L’azione si svolge tutta in una stanza e ne veniamo proiettatati quando è già in pieno svolgimento: Devlin e Rebecca, forse amanti, forse marito e moglie, forse carnefice e vittima, stanno parlando tra loro di un vecchio amante di lei. Le pressanti domande dell’uomo in un primo momento sembrano raffigurare soltanto una scena di gelosia, ma man mano che il dialogo procede il pubblico prende coscienza che c’è qualcosa di più sottile ed insidioso in quelle parole, qualcosa che si insinua nei silenzi, nelle frasi non finite e negli improvvisi cambi di discorso. Chi erano quelle madri a cui venivano strappati i bambini dalle braccia alla stazione? Tra mezze confessioni e profondi silenzi, lo spettatore non verrà a sapere con certezza quale mostro abiti i ricordi di Rebecca, ma gli torneranno alla mente immagini di orrori e tragedie storiche (l’olocausto?). Il dramma si chiude, come è nello stile di Pinter, senza risolvere i veri rapporti tra i personaggi, in un crescendo di pathos che ci lascia disturbatamente incantati.

IL FIGLIO RIUSCITO

Sabato 15 Aprile 2023, ore 21,15

di e con Paolo Cioni
Assistente alla regia Cristina Gardumi

produzioni Peso Piuma

“Il figlio riuscito” è la storia di un uomo che va a rinnovare la carta d’identità in Comune e ne esce trasformato, come gli eroi dei miti. Ma qui siamo a Pisa. Quindi possiamo dire che “Il figlio riuscito” è soprattutto il racconto dolce e un po’ spietato di un figlio qualsiasi che vive la sua personale catarsi esistenziale in seno alla propria famiglia. Lo spettacolo è anche il tentativo di rispondere a una curiosità quasi antropologica: quando in una famiglia si insinua lo spettro della malattia dal nome più spigoloso ed evocativo di sventura dei nostri tempi, l’Alzheimer, cosa accade in chi ne viene travolto? Nel nostro caso ogni punto di riferimento sembra dissolversi e ciascuno mette in pratica le proprie personali strategie di sopravvivenza, la realtà che era così familiare si deforma prendendo una piega surreale e grottesca, in cui il protagonista si muove cercando goffamente un equilibrio. Paolo Cioni affida alle parole del suo alter ego una confessione, una cerimonia voo doo, la battaglia contro il vuoto che sempre lascia chi se ne va.

INSANIA

Sabato 1 Aprile 2023, ore 21,15

Scritto e diretto da Roberto Rossetti

Produzione Compagnia della Marca

Le malattie mentali e i disturbi psichici storicamente sono state considerate con pregiudizio dalla realtà popolare. Le malattie mentali, ad oggi, ancora non ricevono l’attenzione da parte dell’opinione pubblica, nel mondo del lavoro e all’interno della famiglia. “Insania” è uno spettacolo teatrale moderno che utilizza vecchi e nuovi sistemi di rappresentazione, dal coro greco, all’improvvisazione corporea, alla danza al canto ed alla musica con al suo interno brani editi e accompagnamenti musicali dal forte impatto emozionale. L’intero spazio scenico proietterà i presenti in un quadro disturbante, riflessivo ed energico, permettendo al pubblico di rendersi più consapevole su queste tematiche.