LA PATENTE

(U’ Picciu)

VENERDI’ 13 E SABATO 14 FEBBRAIO 2026

di Luigi Pirandello
adattamento e regia Fulvio Cauteruccio
con Fulvio Cauteruccio
e con Massimo Bevilacqua e Flavia Pezzo
voce recitante Ninni Bruschetta
Elementi visual in A.I. Marco Puccini
realizzazione elementi scenici Pierluigi Puccini
costumi Frida Schneider
sartoria Benedetta Orsoli
elaborazione suoni Vincenzo Maria Campolongo
audio e luci Fiammetta Perugi

PRODUZIONE COMPAGNIA TEATRALE KRYPTON

“Ero un bambino negli anni ’70 e la televisione pubblica da poco aveva inaugurato il secondo canale, Rai Due. Le famiglie una volta alla settimana si riunivano per vedere le opere teatrali prodotte appositamente per la messa in onda televisiva. L’Italia era un Paese diverso allora, forse migliore, e ai cittadini veniva data la possibilità di poter accedere alla cultura anche attraverso il piccolo schermo che mandava immagini in bianco e nero.
Fu così che una sera rimasi folgorato dai “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello della Compagnia dei Giovani del regista De Lullo, con magistrali interpreti come Romolo Valli e Rossella Falk. E proprio quella sera decisi che il teatro sarebbe stato la mia strada. L’amore per il teatro scritto da Luigi Pirandello è stato un amore mai tradito, ma come ogni amore va alimentato e rinnovato. “Uno, nessuno e centomila” è stato lo spettacolo in cui ho recitato nel ruolo di Moscarda, l’ultimo spettacolo prima di lasciare Krypton per dedicarmi al lavoro di attore che mi ha portato a calcare i maggiori palcoscenici italiani.

Tornato dopo dieci anni con il ruolo di direttore artistico della compagnia, mi reimmergo ora, a poca distanza dai novanta anni dalla morte del grande drammaturgo, nella sua scrittura con l’auspicio di restituirgli una rinnovata possibilità di incidere nel contemporaneo.

“La Patente” è il breve testo di cui ho scelto di indagare la filosofia, il linguaggio e la modernità. E l’ho fatto coniugando l’uso dell’intelligenza artificiale con l’intelligenza dell’attore in carne e ossa. Il personaggio di Rosario Chiarchiaro, lo jettatore, reso iconico da Totò nel film del 1954 diretto da Luigi Zampa, mi accompagnerà.
Chiarchiaro per certi versi rappresenta la vittima di un’ingiustizia frutto di angherie, credenze, dicerie, che possono portare anche alla morte e che, pur riferendosi al contesto degli anni Venti, sono di struggente e drammatica attualità. Il mio jettatore si ribellerà a tutto questo, farà sentire la sua voce e infine chiederà al pubblico di diventare anch’esso “jettatore” sì, ma dei mali generati dal post capitalismo, dall’imperversare del “buonismo” ipocrita, in realtà finemente intollerante alle differenze e amante del pensiero unico.”

IL RESTO DELLA SETTIMANA

SABATO 24 GENNAIO 2026

di Maurizio De Giovanni
con PEPPE SERVILLO e CRISTIANO CALIFANO alla chitarra

PRODUZIONE BELLOSGUARDO SRL

Peppe Servillo legge “La presa di Torino”, un racconto di Maurizio de Giovanni tratto dal libro “Il resto della settimana” accompagnato alla chitarra da Cristiano Califano per l’esecuzione di alcune canzoni… sportive. Un film in versi, un esilarante viaggio, una trasferta da sogno verso un’insperata vittoria del Napoli (che culminerà con la vittoria del suo primo scudetto) di un eterogeneo manipolo di tifosi “malati” di tifo calcistico, accecato da una passione sfrenata e sfacciata, il tutto contornato da orde di uomini che si agitano nello stadio e non solo.

Un ambiente osservato con ironia, acume ed amore e con un occhio rivolto più alle gradinate che al campo di gioco con personaggi che sembrerebbero inventati ma che nella realtà esistono veramente. Uno spaccato del calcio a 360 gradi ma anche uno spaccato della vita.

NOÈ

SABATO 10 ore 21.15
DOMENICA 11 ore 16.30 GENNAIO 2026


da “L’arca di Noè” di Michele Di Martino

Adattamento e Regia di Sandro Querci
Con Sandro Querci, Camillo Grassi, Camilla Gai, Agata Biondi
Assistente alla regia Elide Rovai

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO in collaborazione con MariLaura Produzioni

“Se non son io per me, chi sarà mai per me:
ma se io son solo per me,
chi sono?” 
(antico detto ebraico)

Parole, echi, suoni, suggestioni che si uniscono e ci catturano, ci trasportano al di là del tempo per approdare ad una nuova consapevolezza.


La narrazione di Noè, il suo delirio?

Un suo sogno?

Una sua allucinazione?

Verità?

Si snoda attraverso vari momenti, dalla chiamata del divino, alla costruzione dell’arca, dall’arrivo dei nemici, all’ingresso degli animali tutti.
la tempesta, la paura, il diluvio. 
poi la scoperta della solidarietà e dell’amore, dal primo raggio di sole, alla quiete, il ritiro delle acque e l’inizio di un nuovo mondo; l’approdo ad una rinascita.


Noè sempre guidato e sorretto dalla moglie Naama e da Cam e Iafet.
una storia eterna, senza confini, a cui tendere oggi come non mai per ri-nascere.

TEMPI MODERNI

CAPODANNO AL TEATRO MANZONI CON PAOLO HENDEL!

31 DICEMBRE 2025 ORE 22.00

Scritto da Paolo Hendel e Marco Vicari

Musica dal vivo con Michele Staino al contrabbasso e Renato Cantini alla tromba
A mezzanotte saranno distribuiti bicchieri e spumante e si brinderà al nuovo anno in compagnia del cast dello spettacolo

produzione Agidi Srl

FUORI STAGIONE

Paolo Hendel, in questo monologo comico scritto con Marco Vicari, sofferma il suo sguardo sul presente e in particolare sulla sfera privata delle persone, con le nostre contraddizioni, le nostre debolezze e le nostre paure.

Stiamo vivendo in un periodo storico nel quale, tra mondi alla rovescia, terrapiattisti, negazionisti e complottisti, tragedie e drammi veri ed enormi bufale, può capitare di sentirsi come novelli Charlot incastrati negli ingranaggi di una catena di montaggio.

Non ci resta che tentare di districarci, tra i totem e i tabù di questi non facili tempi moderni, avvalendoci dell’arma dell’ironia ed esorcizzare così le tante cose brutte di questa nostra epoca con una sana risata.

Alla fine, come sostiene Hendel, “le cose brutte purtroppo restano tali, ma almeno la notte si dorme più leggeri”.

CUORE

FRANTI AVEVA RAGIONE

VENERDI’ 19 E SABATO 20 ORE 21.15
DOMENICA 21 ORE 16.30 DICEMBRE 2025

di Lorenzo Degl’Innocenti
Liberamente tratto da “Cuore” di Edmondo De Amicis
con Matteo Dall’Olmo, Roberto Salemi, Francesco Merciai e Elena Talenti
regia di Fabiola Trenzich

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO

Siete pronti a fare a pezzi il libro Cuore?

Dimenticate il buonismo, le lacrime facili e la retorica patriottica. Questo spettacolo ribalta il romanzo più amato e odiato della letteratura italiana, trasformandolo in un vortice di pura energia teatrale fisica e incalzante, un’esplosione di ironia e ritmo.

Scoprirete il lato inaspettatamente comico di un testo che tutti pensano di conoscere. Ogni episodio è il pretesto per sperimentare linguaggi diversi; il risultato è una satira sferzante che dialoga con il presente e ci interroga: siamo sicuri che i “buoni” siano così buoni e i “cattivi” così irrecuperabili?

Al centro di questa rivoluzione c’è lui, Franti, eroe anarchico e disobbediente, che con la sua risata di sfida aveva forse già capito tutto.

IL PICCOLO PRINCIPE

VENERDI’ 12 E SABATO 13 ORE 21.15
DOMENICA 14 ORE 16.30 DICEMBRE 2025

tratto dal testo di Antoine de Saint-Exupéry
adattamento e regia Italo Dall’Orto
codirezione artistica Lorenzo Degl’Innocenti
costumi Elena Mannini
scene Armando Mannini
musiche originali Gionni Dall’Orto e Erika Giansanti

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO in collaborazione con Formazione ENTRARTE

Il Piccolo Principe di Italo Dall’Orto torna in scena in un nuovo allestimento, carico di significato e bellezza, interpretato da un cast giovanissimo!

…Un nuovo Pilota, Leonardo Pesucci, e nel ruolo del Piccolo Principe due giovanissimi al loro debutto: Sara Yvonne Woods e Brando Rossi, accompagnati da una rosa bambina – Vittoria Pubblici – e da una volpe altrettanto giovane – Viola Motta.

Lo spettacolo si ispira fedelmente al testo e alle immagini del celebre best-seller, restituendo al pubblico tutta l’ingenuità e il disincanto dell’opera originale. Porta gli spettatori di ogni età in un viaggio poetico tra prosa, immagini, emozioni e significati preziosi, nascosti nelle singole parole. I personaggi adulti, interpretati da Leonardo Pesucci, Alessandro Zurlo e Marta Brilli, diventano lo specchio di una società che si confronta con la purezza del fanciullo, quella parte luminosa che abita dentro ognuno di noi.

Scenografie, luci e colori accolgono gli elementi essenziali del racconto, mentre costumi, atmosfere e musiche creano, nella scatola magica del palcoscenico, le suggestioni di un grande caleidoscopio.

Ph | Rafael Tuka

IL NASO

dal racconto di Nikolaj Gogol

VENERDI’ 5 E SABATO 6 DICEMBRE 2025 ORE 21.15

diretto e interpretato da Lorenzo Degl’Innocenti

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO

NUOVA PRODUZIONE – FUORI STAGIONE

“Il naso” di Nikolaj Gogol non è solo una storia surreale e divertente; è una feroce satira che ci trascina nella Pietroburgo ottocentesca, un mondo ossessionato dalla burocrazia e dallo status sociale. Il racconto, con le sue tinte assurde e il suo umorismo, diventa ora un’esperienza teatrale e musicale unica, ad opera di Lorenzo Degl’Innocenti che si concentra sul racconto puro ed originario.


La perdita del naso da parte dell’ufficiale Kovalëv non è solo un evento bizzarro, ma lo smarrimento della propria riconoscibilità e importanza agli occhi degli altri. Le peripezie di Kovalëv, che si ritrova a inseguire il proprio naso per le strade di Pietroburgo, si trasformano così in un racconto irresistibile e profondo sull’identità e sul ruolo che il rango ricopre nella nostra vita.
Questo spettacolo sarà un’esperienza unica e irripetibile: ogni sera, infatti, si trasformerà in un vero e proprio studio di registrazione live. Le performance saranno interamente registrate, incluse le reazioni spontanee del pubblico. Le risate di ogni sera saranno diverse e andranno a comporre la colonna sonora di questo racconto, rendendo ogni data un evento esclusivo e memorabile.

AMERIKAOS

PERCHÈ ANDAMMO VIA

SABATO 29 NOVEMBRE 2025

Regia e drammaturgia Andrea Kaemmerle
con Andrea Kaemmerle, e con Branka Ceperac (contrabbasso), Ivo Andreevic (fisarmonica), Danko Jugovic (clarinetto e sax), Andrej Comawskovic (Chitarra)

PRODUZIONE GUASCONE TEATRO

Ogni grande viaggio inizia con un passo, il primo, ma soprattutto inizia ancora prima nella fantasia, la prima volta che si sogna di partire. La vera storia di cinque scalcinatissimi esseri umani, piccoli criminali costretti dal 900 a sognare l’America.

L’incontro tra la musica delle bande ottomane/balcaniche con le prime blues band a stelle e strisce, le osterie, le lacrime e le valige di cartone, sono bosco fertilissimo per la comicità filosofica, la cialtroneria sbruffonesca e commossa dello Svejk di Kaemmerle che mai come in questo spettacolo si perde nei pertugi più nascosti ed intimi dell’animo umano.

Il testo dello spettacolo si abbevera alle cronache del tempo: diari di viaggio, romanzi, letteratura di paesi diversi. Il mondo vissuto lungo la spina dorsale Belgrado-Trieste-New York.

Amerikaos vive di risate, matrimoni, ricette afrodisiache, ironia yddish, mafia, emigrazione, bugie, sogni di gloria, birra a fiumi, rakia e fake news sul nuovo mondo. Il pubblico negli anni ha sempre adorato questo spettacolo ed ha prontamente seguito le gesta dei cinque eroi sfigati salendo con loro sulla passerella del transatlantico, ballando romanticamente nel chiar di luna che pettina l’oceano, applaudendo i novelli sposi d’occasione ed ecco che con l’eccezionale musica di Amerikaos il teatro si fa onirico, trasognato, surreale, vivo.

Secondo molti, lo spettacolo più maturo, equilibrato, appassionante della compagnia. Quello che dai 30 anni di strada ha più beneficiato, il tempo lo ha baciato con amore.

LE VOCI DEGLI ALTRI

DRAMMATURGIE DELL’IMMIGRAZIONE DAL RACCONTO AL PALCO

SABATO 22 ORE 21.15
DOMENICA 23 ORE 16.30 NOVEMBRE 2025

di Roberto Andrioli e Fabrizio Checcacci
con Orlando Contreras, Celeste Bueno, Melody Waysieh Behbahani, Singh Gurpreet (Gopi),
Yeda Kim, Hanin El Figha

diretto da Fabrizio Checcacci e Roberto Andrioli
aiuto regia Francesca Nerozzi

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO
In collaborazone con FONDAZIONE CR FIRENZE

NUOVA PRODUZIONE – FUORI STAGIONE

Quante storie vivono silenziose nelle nostre città? Quanti viaggi, sogni e ricordi si nascondono dietro i volti che incrociamo ogni giorno? LE VOCI DEGLI ALTRI le ha ascoltate, raccolte e trasformate in teatro. Finalmente, quel viaggio arriva sul palco.
Questo spettacolo è il frutto di un percorso straordinario: un intenso lavoro di interviste e laboratori che ha dato voce alle esperienze autentiche di migranti di prima e seconda generazione. Un progetto dell’Associazione FOÀ Formazione Attori, reso possibile dal sostegno fondamentale di Fondazione CR Firenze e dall’entusiasmo di centinaia di cittadini che, attraverso una campagna di successo, ne sono diventati co-produttori.

Sul palco di LE VOCI DEGLI ALTRI, il silenzio si fa parola. Quello che prende vita non è un racconto unico e lineare, ma un potente flusso di coscienza corale, un mosaico di storie vere che si intrecciano, si rispondono e dialogano a distanza. Gli attori si fanno corpo e voce di esperienze autentiche, raccolte da migranti di prima e seconda generazione, portando in scena frammenti di esistenze con un’intimità disarmante.

La drammaturgia tesse una geografia emotiva fatta di partenze e arrivi, di sogni infranti e di tenace speranza. Monologhi che squarciano il silenzio con la forza di una confessione a dialoghi vibranti che esplorano le dinamiche familiari, l’amicizia e lo scontro con una nuova realtà. La scena si trasforma da spazio intimo del ricordo a piazza pubblica del confronto, usando pochi elementi essenziali per concentrare tutta l’attenzione sulla potenza della parola e sulla gestualità degli interpreti.
Emergono i temi universali della ricerca di un posto da chiamare casa, del peso delle radici e della libertà di scegliere chi diventare. Lo spettacolo esplora con delicatezza e senza retorica la nostalgia, le difficoltà dell’integrazione, l’orgoglio delle proprie origini e la complessa identità di chi è cresciuto tra due culture. È un’esperienza che alterna momenti di leggerezza e ironia a picchi di profonda commozione, lasciando nello spettatore un senso di ritrovata, condivisa umanità.

Questa potente opera teatrale è il risultato di un progetto reso possibile dal fondamentale sostegno di Fondazione CR Firenze e dalla partecipazione di un’intera comunità, quella del Teatro Manzoni e della Scuola Foà Formazione Attori, che ne ha abbracciato la visione.

Con il sostegno di:

C’ERA UNA VOLTA… FAVOLE ITALIANE

Tutto quello che Calvino non ha potuto raccontare

SABATO 15 NOVEMBRE 2025

Di Max Paiella e Marcello Teodonio
Con Max Paiella

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO

NUOVA PRODUZIONE 2025

Dove sono nate, e dove sono finite le favole che abbiamo ascoltato dalla mamma la sera prima di coricarci, oppure quelle raccontate dal nonno, o quelle che abbiamo letto sul nostro primo libro, che magari è stato “fiabe italiane” di Italo Calvino?

Ebbene tutte le favole di quel celebre libro non sono state scritte da Calvino ma solamente da lui raccolte e a volte arrangiate. Uno spettacolo teatrale, arricchito da tante canzoni, per approfondire e arricchire di aneddoti e riflessioni semiserie la celebre raccolta di Fiabe operata da Italo Calvino. Quando parliamo di fiabe, è impossibile capire chi ne sia stato l’autore, perché le favole nascono dalla voce di chi le racconta. E poi si sono difettose con un meraviglioso, e sconosciuto, percorso: ad esempio di Cappuccetto rosso ce ne sono diverse versioni (una anche dei fratelli Grimm) e ne esiste una versione molto simile riportata dalla raccolta di favole romane da Gigi Zanazzo a Roma alla fi ne dell’800, come ci sono varie versioni delle vicende di Cola Pesce, la grandiosa leggenda siciliana, che Giuseppe Pitrè raccolse ascoltandone varie versioni dai racconti popolari, e così via.
Potremmo prendere molte fiabe (tutte?) legate alla nostra infanzia e scopriremmo che sono molto antiche e che troviamo testimoniate dalle raccolte di tutta Italia, ma anche della Polonia, della Francia e della Russia.

Quello che risulta è che le fiabe non hanno tempo e non hanno autori, perché, cambiate, arricchite, arrangiate su quel dialetto o su quella lingua, hanno un autore comune: il popolo. E questo è tanto vero che è sempre necessario recuperare e restituire queste fiabe meravigliose che raccontano l’Italia in un modo profondo e familiare a tutti, giacché ad ascoltarle non ci sono soltanto bambini…

Non si dimentichi infatti che il meccanismo della fiaba (racconti di vicende con inizio e fi ne; mescolanza di elementi verosimili e inverosimili, concreti e simbolici; vicende che contengono comunque delle “prove” per i protagonisti e una “morale”) nella sostanza viene riproposto dai moderni e attuali momenti e linguaggi delle fiction, dei cartoni animati, dei Manga, dei videogiochi.

Max Paiella, nota  voce del “Ruggito del Coniglio” di Radio2 e di protagonista di altre trasmissioni radiofoniche e televisive, musicista di talento e attore di teatro istrionico, ci accompagna in un viaggio attraverso i luoghi delle favole italiane e dei loro dialetti, arricchito dalla sua chitarra e dalle canzoni che tanto devono al mondo delle favole.