Domenica 30 Gennaio 2022
A una Talpa graziosa e decisamente miope, accade un piccolo incidente: qualcuno gliel’ha fatta in testa! Ma chi è il colpevole? Per scoprirlo la Talpa dovrà svolgere approfondite indagini.
Per bambini dai 3 agli 8 anni.
(una cosa sugli Squallor)
Sabato 29 Gennaio ore 21,15
di Fabio Fantini
su testi e musiche di Cerruti/Pace/Bigazzi/Savio
con Fabrizio Checcacci e Fabio Fantini (voci raccontanti, recitanti, cantanti)
Alberto Cavaciocchi (chitarra, elettrotecnici e spilloni)
Gli Squallor sono stati una meravigliosa anomalia nel panorama musicale italiano. Un nervo scoperto della canzone e soprattutto, dell’industria discografica.
Erano un gruppo musicale ma non suonavano nulla. E non facevano spettacoli dal vivo.
Facevano dischi che vendevano centinaia di migliaia di copie, ma spesso non cantavano nemmeno. Hanno fatto 14 LP, dai titoli inequivocabili: Troia, Vacca, Pompa, Cappelle, Mutando, Tocca l’albicocca…
I loro nomi non apparivano sui dischi, ufficialmente la loro identità è rimasta segreta per oltre un decennio. Ma tutti, nell’ambiente e fuori, sapevano chi fossero. E che si trattava di stimatissimi professionisti della musica.
Hanno fatto due film. Probabilmente tra le cose più brutte e improbabili mai realizzate in pellicola, ma autentici oggetti di s-culto a distanza di anni. Non erano attori ma recitavano. A volte senza nemmeno farsi vedere.
Però facevano ridere. Tantissimo. Le loro telecronache, i loro monologhi, le loro canzoni – in napoletano e non – erano irresistibili e spesso rasentavano la poesia, pur nella loro volgarità. Perché erano volgari, spesso volgarissimi, censuratissimi dalla RAI ma le radio libere li passavano a spada tratta.
Quindi, uno spettacolo teatrale incentrato sugli Squallor, che mai sono apparsi su un palco e mai nessuno, ufficialmente, ha eseguito dal vivo, è quasi un’eresia. E per questo, forse, perfettamente in linea con lo spirito del gruppo.
“Era il 38 luglio e faceva molto caldo”, ovvero “una cosa sugli Squallor”, è il tentativo di raccontare a due voci la storia di un gruppo che, ufficialmente, non ce l’ha. Un viaggio tra canzoni, recitati e sbeffeggiamenti, rigorosamente realizzati dal vivo e trattati con il rispetto dei classici: da 38 Luglio ad Avida, dalle radiocronache alla saga di Pierpaolo. Ma anche le canzoni in napoletano, l’altra faccia del neomelodico. Una sorta di lezione di storia contemporanea, tra satira e b-movie. Ripercorrendo i nostri anni 70-80 da un altro punto di vista, senza nostalgia, in maniera autenticamente dissacrante.
Sabato 19 Marzo ore 21,15
Domenica 20 Marzo ore 16,30
testo, regia e idea scenica di Alessandro Benvenuti
con Maddalena Rizzi, Maria Cristina Fioretti, Marco Prosperini, Andrea Murchio, Bruno Governale, Livia Caputo
Produzione Seven Cults Teatro / TBM Teatro
La storia di cinque attori vissuti da sempre all’ombra di un autore-padre-padrone che ha dato loro la linfa affinché i destini nati sotto cattive stelle di ognuno di loro, si ammantassero delle vesti dorate del successo.
Imprevedibilmente tutto questo sembra ad un tratto non avere più senso.
Trent’anni insieme per ritrovarsi tra le mani, dono dell’autore, un testo insulso, farraginoso, brutto in maniera inspiegabile, un boccone più che amaro intriso di puro veleno.
Un elemento imprevisto e indecifrabile che farà saltare tutti gli schemi e getterà le loro menti, senza nessun preavviso, in un improvviso e impenetrabile nulla, li costringerà a pensare e rivedere ad uno ad uno i loro giorni passati per capire dove e quando, senza che nessuno se ne fosse reso conto, si è persa la strada
La figura di Ulisse nella letteratura del 900
Sabato 19 Febbraio 2022
di e con Gianluigi Tosto
Lettura scenica su testi di D’Annunzio, Borges, Pascoli, Giono, Tabucchi, Kavafis e musiche di Respighi, Casella, Vangelis, Tsupa, Anakrousis.
La figura di Ulisse ha attraversato le epoche, i secoli, i millenni per giungere fino a noi.
Il suo viaggio è durato ben oltre i confini delle Colonne d’Ercole e ancora continua e continuerà, molto al di là delle nostre vite e dei nostri orizzonti.
Ma questa figura in virtù della sua fortissima carica simbolica, si è arricchita, durante il viaggio, di molti aspetti, molte sfaccettature e interpretazioni che gli uomini vi hanno ravvisato nelle varie epoche.
Già nell’antichità il personaggio di Ulisse, con la sua proverbiale astuzia, era stato visto, di volta in volta, con accezioni più positive o più negative, a seconda degli autori che ce lo avevano raccontato.
dall’opera di Pier Paolo Pasolini
Sabato 5 Marzo ore 21.15
Domenica 6 Marzo ore 16.30
di Lorenzo Degl’Innocenti
con Lorenzo Degl’Innocenti e Ilaria Innocenti
Produzione La Macchina del Suono
Pier Paolo Pasolini parlò della “scomparsa delle lucciole” per indicare la “violenta omologazione dell’industrializzazione” negli anni Settanta, quando il consumismo unificava l’Italia e le masse divenivano estranee ai valori e alle culture d’appartenenza.
Attraverso letture, video, i brani del suo teatro e le canzoni da lui scritte, lo spettacolo ripercorre la vita di uno straordinario poeta che ha raccontato, ieri, l’Italia di oggi.
Memorie di un guitto
Sabato 26 Marzo ore 21,15
scritto, diretto e interpretato da Stefano de Luca
Produzione ATIR Teatro Ringhiera in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano
La storia di un giovane attore e del suo indimenticabile incontro con Giorgio Strehler.
In un racconto sfacciatamente autobiografico che passa dall’aneddoto alla citazione, dal ricordo alla riflessione, il regista Stefano de Luca ci trasporta nel cuore di un’esperienza irripetibile: l’incontro con uno dei più grandi maestri del teatro.
“Da anni ormai sento la necessità, quasi l’urgenza, di raccontare qualche frammento dell’esperienza vissuta nell’arco di dieci anni accanto a Strehler – racconta – E ho deciso di dare forma teatrale a questi ricordi e a queste riflessioni e di presentarle al pubblico in forma di monologo”
Lo spettacolo si snoda tra coincidenze, innamoramenti e segni premonitori.
E’ la storia di un giovane attore giunto a Milano sul finire degli anni ’80, alla scuola del più famoso regista europeo, e di alcune grandi lezioni di teatro e di vita apprese nei modi più curiosi e imprevedibili.
Domenica 9 Gennaio 2022
di Harold Pinter
con Claudio “Greg” Gregori e Simone Colombari
Simone Colombari e Claudio Gregori si conoscono nel 1995, recitando nella commedia “5740170” in scena al Teatro Vittoria di Roma.
Da allora hanno collaborato molte volte in teatro, alla radio in televisione e al cinema.
“Il Calapranzi” di Pinter era un loro pallino personale, seppur tacito, da anni; ora è diventato un obiettivo comune e galvanizzante.
Entrambi dotati di peculiarità surreali, in perenne bilico tra cinismo e autoironia, Simone e Claudio si calano perfettamente nei registri surreali e metafisici dello scabro racconto di Pinter e restituiscono così la giusta crudezza d’una trama spietata, dolorosa e, a volte, involontariamente comica.
1-2 Aprile 2022 Ore 21,15
3 Aprile ore 16,30
Con Roberto Andrioli, Fabrizio Checcacci e Lorenzo Degl’Innocenti
Regia di Roberto Andrioli, Fabrizio Checcacci e Lorenzo Degl’Innocenti
“The Complete Works of William Shakespeare (Abridged)” , noto anche come: “The Compleat Wrks of Wllm Shkspr (Abridged)”, tradotto in italiano come: “Le opere complete di William Shakespeare in 90 minuti (in versione abbreviata)”, è una commedia scritta da Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield.
Dopo aver debuttato all’Edinburgh Festival Fringe nel 1987 è stata replicata al Criterion Theatre di Londra per nove anni, diventando uno degli spettacoli più conosciuti al mondo. Una parodia di tutte le opere di William Shakespeare eseguita in forma comicamente abbreviata da tre attori, usando le più svariate tecniche interpretative. Veloce, spiritoso e fisico, è pieno di risate per gli amanti e soprattutto per gli odiatori di Shakespeare.
Una sfida teatrale ai limiti dell’incredibile: come condensare l’opera omnia del Bardo, 37 opere, in 90 minuti? O raccontare l’‘Amleto’ in 43’’?
La ‘Bignami Shakespeare Company’ è composta da Fabrizio Checcacci, Roberto Andrioli e Lorenzo Degl’Innocenti (In ordine rigorosamente di età), che dopo tanti anni di amicizia si sono ritrovati ed hanno deciso di unire le loro esperienze nel campo della prosa, musica e commedia dell’arte, e darsi al Bardo!
Già portato in scena da Zuzzurro e Gaspare con la regia di Alessandro Benvenuti dal 2013 al 2015 col titolo “Tutto Shakespeare in 90 minuti”, la versione de La Macchina del Suono con la regia dei tre attori in scena, si rifà maggiormente alla versione originale spingendo al massimo sulla comicità fisica irriverente e travolgente del testo inglese, derivante da un approccio scenico che deve molto alla commedia dell’arte.
Si, perché portare in scena le opere complete di Shakespeare in 90 minuti è una sfida teatrale, un’immersione leggera e stravagante nel mondo shakespeariano, un omaggio divertito e divertente al grande drammaturgo. La potenza e la poesia dei suoi versi vengono prevedibilmente meno ma lo scopo, in fondo, non è altro che divertire il pubblico, incuriosirlo e svelare il lato comico che si cela anche nelle tragedie più cupe.
CORO FEMINA live
8 Marzo 2022 Ore 21,15
Direttore LISA KANT
Daniele Madio, pianoforte
Con brevi letture tratte dall’universo delle voci femminili per rendere omaggio a tutte le donne
In occasione della Festa della Donna, il Coro Femina della Scuola di Musica di Scandicci presenta “Parola di Donna”, uno spettacolo che unisce ipensieri, le parole e le voci di donne alle canzoni della storia della musica di tutti i tempi arrangiate da Lisa Kant, ideatrice e direttrice del coro, insieme a Daniele Madio che accompagna il coro al pianoforte in un magico viaggio dal rock al pop per dire NO alla violenza sulle donne.
“Femina” è un progetto corale che nasce dal desiderio di condividere l’arte del canto come atto di unione, partecipazione e lotta contro la violenza sulle donne. Un gruppo di donne unite in una sola ed unica voce, per dare più forza alla voce delle donne, la voce corale di “Femina”.
23 Dicembre ore 18,30
Arie d’opera
In collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino e la Città Metropolitana, una serata in omaggio alle grandi arie d’opera.
Wolfgang Amadeus Mozart
Da Don Giovanni: “Mi tradì quell’alma ingrata” Nadezda Kolesnikova, soprano
Gioacchino Rossini
Da La Cenerentola: “Sia qualunque delle figlie” Davide Piva, basso-baritono
Gaetano Donizetti
Da Don Pasquale: “Signorina, in tanta fretta” Rosalía Cid, soprano | Davide Piva, basso-baritono
Giuseppe Verdi
Da Rigoletto: “Questa o quella” Lulama Taifasi, tenore
Da Attila: “Qui, qui sostiamo!… Ella in poter del barbaro!… Cara patria, già madre e reìna” Joseph Dahdah, tenore
Da I vespri siciliani: “Patria, o cara patria, alfin ti veggo!… O tu, Palermo, terra adorate” Amin Ahangaran, basso
Charles Gounod
Da Roméo et Juliette: “Je veux vivre dans le rêve” Rosalía Cid, soprano
Ruggero Leoncavallo
Da Pagliacci: “Qual fiamma avea nel guardo!” Caterina Meldolesi, soprano
Giuseppe Verdi
Da Ernani: “Che mai vegg’io!… Infelice!… e tu credevi” Amin Ahangaran, basso
Johann Strauss
Da Die Fledermaus: “Mein Herr Marquis” Nadezda Kolesnikova, soprano
Giacomo Puccini
Da Madama Butterfly: “Un bel dì, vedremo” Caterina Meldolesi, soprano
Franz Lehár
Da Das Land des Lächelns: “Dein ist mein ganzes Herz” Lulama Taifasi, tenore
Salvatore Cardillo
“Core n’grato” Joseph Dahdah, tenore
Domenico Camera e Lorenzo Masoni, pianoforte