POSTREMOS

Sabato 16 gennaio 2027 ore 21:15

Ispirato a Il Calapranzi di Harold Pinter
di Emilia Agnesa e Xhuliano Dule
con Bianca Mastromonaco e Eva Sabelli
canzoni dal vivo di Erika Petti
Uno spettacolo di Stefano Sabelli

Una produzione Teatro del Loto e Teatri Molisani

In una stanza chiusa, senza finestre né orologi, due donne, Simone e Rosa, attendono istruzioni dal bar di sopra. Sono assassine, forse agenti segreti che non scelgono mai le loro vittime: eseguono ordini consegnati loro attraverso un montavivande. Le comande contengono sempre informazioni in codice sulla prossima vittima. Con l’ultima comanda la situazione precipita. In un climax di tensione emotiva nessuna delle due è disposta a sottomettersi alle richieste di un potere che le schiaccia da anni, forse secoli. Non resta che prepararsi alla sfida finale. Ma resta una domanda sospesa: c’è posto per entrambe nel futuro?

VOLETE SAPERE PERCHE’ VALE LA PENA VIVERE?

Parole e musica per Woody Allen 

Domenica 3 gennaio 2027 ore 18:00
Martedì 5 gennaio 2027 ore 21:15
Mercoledì 6 gennaio 2027 ore 18:00

regia e adattamento Emilio Russo
con Fabrizio Checcacci, Roberto Andrioli, Lorenzo Degl’Innocenti
musiche dal vivo con Cosimo Zannelli alla chitarra, Roberto Grigiotti al basso e Pino Fidanza alla batteria
scene e costumi Pamela Aicardi

produzione Tieffe Teatro/La Macchina del Suono

Un omaggio teatrale al pianeta creativo di Woody Allen, alla sua ironia inconfondibile e alla capacità di trasformare dubbi, nevrosi e fragilità in materia comica universale. Il titolo, tratto da una celebre battuta di Manhattan, diventa il punto di partenza per attraversare oltre cinquant’anni di cinema, scrittura e comicità d’autore. Lo spettacolo prende la forma di un elegante cabaret contemporaneo, dove parole e musica si inseguono in un dialogo continuo. Letture, scene, citazioni e frammenti ispirati ai film più amati evocano l’universo di Woody Allen: l’amore e il disincanto, il desiderio e la paura, l’intelligenza e l’assurdo dell’esistenza. La musica dal vivo accompagna il racconto con le sonorità del jazz e del dixieland, restituendo l’atmosfera di una New York romantica e malinconica, ma anche il ritmo brillante della sua comicità. Un viaggio leggero e profondo, dedicato a chi è cresciuto con i suoi film e a chi vuole scoprirne oggi l’attualità: perché, tra una battuta, un assolo e un amore fuori tempo, forse si nascondono ancora le ragioni per cui vale la pena di vivere.

REVIVAL – GRAND SOIRÉE

CAPODANNO AL TEATRO MANZONI CON SANDRO E SILVIA QUERCI!

di e con Sandro Querci
con Silvia Querci, Claudia Cecchini

Una produzione MariLaura Produzioni

FUORI STAGIONE

 

“Revival – Gran Soirée” significa offrire al pubblico una grande serata di spettacolo, un’unica cornice elegante in cui musica e parola si intrecciano. “Revival – Gran Soirée” è riproporre e riportare in auge sul palco – filtrati attraverso la sensibilità del regista e autore Sandro Querci – musiche, brani italiani ed internazionali che hanno incantato il pubblico, prosa comica e drammatica, eleganza, gusti, tendenze, appartenenti ad un recente passato. Uno “struscio” attraverso le radici delle nostre canzoni e del nostro teatro; radici universali, sempre vive.”Revival – Gran Soirée” significa offrire al pubblico una grande serata di spettacolo, un’unica cornice elegante in cui musica e parola si intrecciano. “Revival – Gran Soirée” è riproporre e riportare in auge sul palco – filtrati attraverso la sensibilità del regista e autore Sandro Querci – musiche, brani italiani ed internazionali che hanno incantato il pubblico, prosa comica e drammatica, eleganza, gusti, tendenze, appartenenti ad un recente passato. Uno “struscio” attraverso le radici delle nostre canzoni e del nostro teatro; radici universali, sempre vive.

A mezzanotte si brinderà al nuovo anno in compagnia del cast dello spettacolo

 

UOMO SOLO IN FILA

I pensieri di Pasquale

Sabato 12 dicembre 2026 ore 21:15

di e con Maurizio Micheli
al pianoforte Pietro Ubaldi
Regia di Luca Sandri
Spazio scenico Fabio Cherstich

UNA PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO

Un uomo solo. In fila. Una fila che non si sa quando è cominciata e quando finirà, in un luogo che non si sa bene cosa sia e dove sia, in fila con altri esseri umani che aspettano di essere chiamati per conoscere il loro destino. Nel frattempo Pasquale, il protagonista, aspetta e pensa a tante cose: fatti, illusioni, speranze, inquietudini, canzoni scavate nella memoria, grattate dall’anima, riemerse come dal fondo di un mare “che si muove anche di notte e non sta fermo mai”. Le sue attese sono sinonimo di disillusioni, non hanno nulla a che fare con quelle metafisiche di Beckett. 

 Micheli è l’ultimo “brillante” del teatro italiano, capace di rendere comico anche il tragico.
Uno spettacolo teatrale comico-amaro che interpreta un uomo comune in un’attesa assurda e kafkiana in un ufficio pubblico, riflettendo sulla vita, l’attesa, le speranze e il senso dell’esistenza, mescolando risate e amarezza, e diventando una metafora della condizione umana.

 

UNA CENA D’ADDIO

Sabato 5 Dicembre 2026 Ore 21.15

di Alexandre de la Patellière e Matthieu Delaporte
Traduzione di Sandrine du Jardin
Regia di Alberto Giusta
In scena Chiara Benedetti, Denis Fontanari e Christian Renzicchi
disegno luci Iacopo Candela

Una produzione Ariateatro

Una commedia piena di humour e di cinismo. Una giovane coppia, Pierre e Clotilde, si rende conto di passare troppo tempo a vedere e frequentare persone che, oggi come oggi, non sceglierebbero più di frequentare.

E così decidono di darci un taglio: per ognuna delle persone che vogliono lasciare fuori dalle loro vite organizzeranno una “Cena d’addio” per salutare degnamente gli ex amici e lasciare in loro un buon ricordo ma non tutto va come avevano previsto.

Una satira divertente e caustica sull’ipocrisia sociale, amicale e coniugale

 

STAND UP CLASSIC

Un’operaccia satirica

Venerdì 27 Novembre 2026 Ore 21.15

di e con Paolo Rossi
musiche dal vivo di Emanuele Dell’Aquila

Una produzione Agidì

Uno spettacolo che reinventa i classici della letteratura, presentati in un modo unico e non convenzionale: Stand Up Classic è un viaggio attraverso i secoli, dove le parole di autori come Omero, Shakespeare e Orazio prendono vita e si connettono con il presente.

Accompagnato dalla chitarra di Emanuele Dell’Aquila, Rossi trasforma testi antichi in esperienze contemporanee, rendendoli accessibili e vibranti per il pubblico moderno.

Le sue libere associazioni tra passato e presente creano un dialogo vivace e sorprendente, che fa riflettere e divertire. Un evento imperdibile per chi ama la letteratura, il teatro e la stand-up comedy.

 

IL VOLO DELLE ANATRE

Venerdì 13 novembre 2026 ore 21:15
Sabato 14 novembre 2026 ore 21:15

di Matteo Dall’Olmo
con Matteo Dall’Olmo, Giulia Borsini, Roberto Salemi
regia di Matteo Dall’Olmo

PRODUZIONELA MACCHINA DEL SUONO

“Quando, durante il volo, un’anatra resta indietro altre due si staccano dalla formazione e la raggiungono per aiutarla. Un’anatra non viene mai lasciata indietro”.
Una stanza ingombra di vestiti e di cose, per metà utili a ricordare, l’altra metà necessaria per riempire i vuoti e attutire il rumore: la vita di Aldemaro sta tutta lì a rincorrere un ricordo d
opo l’altro per essere sicuro di aver davvero vissuto, di non aver sprecato il proprio tempo. Perché il valore più grande di un ricordo, almeno per quelli belli, è quello di dare un senso alla nostra esistenza, di proteggerci. Ed è una lotta impari contro il tempo che passa e confonde tutto, mescola le situazioni, sostituisce i volti, smorza i colori e affievolisce le voci. Per la nostra mente non esiste niente di più reale di un ricordo, anche se a volte questi sono rielaborati dalla mente stessa, se non addirittura inventati per un sistema di autodifesa. Ma alla fine, dato il valore di un ricordo, forse non è poi così importante avere la certezza della sua veridicità: meglio godersi ciò che ci lascia quando è passato.

 

L’ULTIMA FOTOGRAFIA

Sabato 24 ottobre 2026 ore 21:15
Domenica 25 ottobre 2026 ore 18:00

di Roberto Andrioli
con Roberto Andrioli, Yeda Kim, Mattia Ricchiuti
Luci e scene Roberto Andrioli e Fabrizio Checcacci
Regia di Fabrizio Checcacci

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO

Marco è un fotografo di guerra in crisi: sfrattato, separato, alcolizzato e indebitato con individui poco raccomandabili. Una sera, tra bollette e una lettera di sfratto, riceve la notizia di aver vinto un importante premio di fotogiornalismo, e si prepara a partire in fretta per Londra a ritirarlo, sperando in un riscatto almeno economico.Proprio mentre è teso tra l’ansia della partenza e il terrore di sicari che sorvegliano casa sua, si presenta alla porta Adila, una ragazza straniera che dice di essere amica di Leonardo, il figlio di Marco negli Stati Uniti, chiedendo ospitalità per la notte. Le sue domande insistenti sulla foto premiata la rivelano presto come una figura misteriosa e  pericolosa, e costringono Marco — da sempre abituato a costruire la realtà attraverso l’obiettivo — a smascherarsi e raccontare la verità che ha sempre nascosto dietro i suoi scatti.

NOTE DELL’AUTORE

 

Questo testo esplora vari temi: il nostro punto di vista sulle guerre oggi, il rapporto ambiguo tra verità e rappresentazione della verità attraverso le immagini, le tensioni esistenti tra due “schieramenti”, noi occidentali e gli altri. Indaga inoltre i conflitti tra due generazioni, tra la coscienza dei figli e quella dei padri.

In scena tre personaggi: Marco il fotografo di guerra, Adila la ragazza straniera e Leonardo, un ragazzo italiano figlio del fotografo. Tutti hanno “perso il rapporto con la terra”, tutti si trovano per motivi diversi in una sorta di territorio “sospeso” tra giustizia, sopravvivenza, radici e futuro.

Il nostro fotografo è lontano dai fotografi-star, testimoni-eroi che con attitudine quasi monastica ci raccontano, spesso rischiando la vita, frammenti di verità, trasformando la sofferenza in arte, il dolore in bellezza. Ma un dubbio rimane: le immagini, che noi tutti ormai utilizziamo come strumento di rapido racconto, quanto davvero rispecchiano la verità?

Quanto in quelle immagini bidimensionali che vediamo a testa bassa nei nostri monitor dei telefonini e computer, la verità potrebbe sfuggire e restare nascosta nella terza dimensione mancante, la profondità appunto?

NOTE DELL’AUTORE

Questo testo esplora vari temi: il nostro punto di vista sulle guerre oggi, il rapporto ambiguo tra verità e rappresentazione della verità attraverso le immagini, le tensioni esistenti tra due “schieramenti”, noi occidentali e gli altri. Indaga inoltre i conflitti tra due generazioni, tra la coscienza dei figli e quella dei padri.
In scena tre personaggi: Marco il fotografo di guerra, Adila la ragazza straniera e Leonardo, un ragazzo italiano figlio del fotografo. Tutti hanno “perso il rapporto con la terra”, tutti si trovano per motivi diversi in una sorta di territorio “sospeso” tra giustizia, sopravvivenza, radici e futuro.
Il nostro fotografo è lontano dai fotografi-star, testimoni-eroi che con attitudine quasi monastica ci raccontano, spesso rischiando la vita, frammenti di verità, trasformando la sofferenza in arte, il dolore in bellezza. Ma un dubbio rimane: le immagini, che noi tutti ormai utilizziamo come strumento di rapido racconto, quanto davvero rispecchiano la verità?
Quanto in quelle immagini bidimensionali che vediamo a testa bassa nei nostri monitor dei telefonini e computer, la verità potrebbe sfuggire e restare nascosta nella terza dimensione mancante, la profondità appunto?

 

EDITH GIOVANNA GASSION ALIAS PIAF

DOMENICA 8 MARZO 2026 ORE 21.15

FUORI STAGIONE

Con
Anna Maria Castelli voce
Thomas Sinigaglia fisarmonica 

Un viaggio intenso e appassionato ne l’universo di Édith Piaf, la voce che ha incarnato l’anima di Parigi. Attraverso il dialogo intimo tra voce e fisarmonica, rivivono le canzoni che hanno fatto sognare intere generazioni: storie di amore, di struggimento, di speranza. Non solo un omaggio a la “môme”, ma un récital che restituisce la forza e la fragilità di una donna e di un’epoca, trasformando ogni brano in un racconto senza tempo. La fisarmonica, con i suoi respiri e i suoi colori, diventa il contrappunto perfetto a la voce, creando un tessuto sonoro che avvolge lo spettatore e lo conduce nel cuore de la chanson française.

 

LA CORREZIONE DEL MONDO

Una performance conservatrice. 

DOMENICA 8 FEBBRAIO 2026 ORE 21.15

FUORI STAGIONE


liberamente ispirato a LA CORREZIONE DEL MONDO di Davide Piacenza 
Drammaturgia di Riccardo Goretti
Con la consulenza e il supporto di Graziano Graziani e Simone Nebbia

Con Massimo Bonechi, Riccardo Goretti, Emilia Scarpati Fanetti. 

Uno spettacolo sulle guerre culturali, sulla cancel culture, sul “wokismo”, è, in realtà, uno spettacolo in primis UMANO.

Gli algoritmi social tesi a trasformare le piattaforme in “macchine perfette per farci litigare” (per citare Piacenza) hanno infatti dapprima sfruttato dei lati della nostra umanissima natura per poi produrre veri e propri cambiamenti in ambito antropologico. “Il mio lavoro in tal senso mira a riconquistare un RAPPORTO CON IL PROSSIMO, prossimo che non mi voglio arrendere ad odiare solo perché sono caduto nella pur benissimo tesa trappola dell’algoritmo” (sempre PIacenza). Qui sta il punto cruciale, qui sta il motivo (credo) che ha spinto a voler portare IN TEATRO un argomento che di suo di teatrale pare avere poco o nulla: voglio tornare ad andare d’accordo con le persone.

E ancora, per quanto suoni una frase che starebbe bene in bocca al burattino di Collodi: voglio ESSERE buono, non FARE il buono.

Troppo? Sicuri?
E vediamo.
Cosa ci stiamo perdendo, dicevamo, si chiede Piacenza: l’empatia, la comprensione, la possibilità di sbagliare e di redimersi e parallelamente quella di cambiare idea su qualsivoglia argomento, il dubbio. Lo slogan di una famosa organizzazione di attivismo social è “Amore e Rabbia”. Possibile tornare a sostituirlo con “Amore e Basta”?
O pietà sta morendo, e sta morendo la speranza? 

Riccardo Goretti