MODIGLIANI

Sabato 17 aprile 2027 ore 21:15

di Michele Crestacci e Alessandro Brucioni
con Michele Crestacci
regia di Alessandro Brucioni

Una produzione Mo-Wan Teatro

Lo spettacolo racconta la storia e le passioni di Amedeo Modigliani, ricostruendo un intenso e onirico ritratto dell’uomo, del pittore, del padre. Attraverso una irriverente, stralunata e comica spola tra Livorno e Parigi, tra il passato e il presente, lo spettacolo è uno sguardo amaro sulla Provincia che non riconobbe il suo genio.

Una Provincia solare e bella, drammaticamente conservatrice, ostile al rinnovamento e irragionevolmente orgogliosa delle proprie debolezze. Una Provincia scolorita che la storia di Modigliani racconta e che di riflesso ci ricorda le vicende di un uomo timido, la sua ironia, la sua generosità, il suo esilio, il suo essere in perenne conflitto contro tutto e tutti.

SIC TRANSIT GLORIA MUNDI

La Papessa

Sabato 3 aprile 2027 ore 21:15

scritto e diretto da Alberto Rizzi
con Chiara Mascalzoni

Ippogrifo Produzione

Un monologo divertente, intelligente e fantasioso che, attraverso l’inventata vicenda di Papa Elisabetta I, prima donna a salire sul soglio di Pietro, affronta il tema — questo sì verissimo — del maschilismo del mondo occidentale. Con una prospettiva insolita, quella della storia della Chiesa cattolica, si rilegge il ruolo della donna nella storia occidentale: si ride molto, ma si pensa altrettanto, soprattutto alla violenza, all’esclusione e alla discriminazione a cui la donna è stata sottoposta fin dai tempi di Eva.

“Da tempo volevo scrivere uno spettacolo che parlasse della Donna, poeticamente femminista, senza accusare, senza essere una lotta di parte. L’idea di una donna papa è servita a questo: un’immagine chiara, semplice, scenicamente forte, che racconta duemila anni di maschilismo. Perché alla fine lo spettacolo dimostra che non c’è altra ragione al mondo per non avere una donna papa se non un’infinita serie di pregiudizi maschilisti.”

LA FIABA DELL’AMORE LENTO

Domenica 21 marzo 2027 ore 18:00

da una fiaba di Andrea Kaemmerle
con Daniela Morozzi e Andrea Kaemmerle
adattamento e regia Manfredi Rutelli
allestimento scenico Lucia Baricci e Marco Fiorentini
luci Fabio Barbetti

Una produzione Lst Teatro / Guascone Teatro

Da una fiaba dolcissima quanto comica, di Andrea Kaemmerle, teatralmente adattata e diretta da Manfredi Rutelli, nasce questo nuovo spettacolo prodotto da LST Teatro e Guascone Teatro, omaggio a quell’amore che sa come non farsi erodere dal “famelico tempo” e in onore di quel mestiere da antichi teatranti, un po’ cialtroni e molto artigiani, che sempre più spesso si va perdendo. Ma soprattutto portando per la prima volta insieme sulla scena, la bravissima Daniela Morozzi, affermata attrice e teatrante dalle mille esperienze ed il “clown della porta accanto” Andrea Kaemmerle, accatastatore di emozioni comiche. Insieme a dar vita ai protagonisti di questa tenere storia, Giulietta e Romeo, che si stanno preparando in una stanza/camerino improvvisata, per fare il loro spettacolo ad un banchetto di nozze. La loro preparazione, i loro dubbi, i loro battibecchi e le loro fragilità, incorniciano un legame profondo e reso vivo proprio dalla complicità di una vita trascorsa insieme a portare gioia in un giorno così importante come quello del matrimonio. Quel matrimonio che ogni volta si rinnova anche per loro, alimentando un amore andato ormai oltre la passione e diventato unione vera di due persone, ancora innamorate. E tra ricordi e nuovi entusiasmi, tra discussioni sul repertorio e preoccupazioni per il destino dei futuri sposi, tra cibi gourmet e cucina casereccia, il tempo scorre, segnato dai piatti di portata annunciati dalla voce del direttore di sala proveniente da fuori. Finché la chiamata dell’arrivo in tavola del vino dolce che prepara al fatidico taglio della torta, non segna il momento dell’andata in scena per i nostri due eterni amanti.

Uno spettacolo che scorre brillante e profondo, mettendo a confronto Rito e Cerimonia, ed evidenziando quanto le relazioni romantiche, anche quelle delle fiabe, siano sempre anche un’azione politica, da Romeo e Giulietta a The Lobster, non solo perché la società influenza il modo di vivere i legami interpersonali, ma anche perché la cura e la costruzione di una solida e duratura relazione di coppia, oggi come oggi, può essere l’inizio di una piccola rivoluzione personale, e può diventare la spinta a cambiare anche il mondo attorno a noi.

LA FAVOLA DELLA MANDRAGOLA

Sabato 6 marzo 2027 ore 21:15
Domenica 7 marzo 2027 ore 18:00

da La Mandragola di Niccolò Machiavelli
riduzione e adattamento di Roberto Andrioli
con Roberto Andrioli, Fabrizio Checcacci, Lorenzo Degl’Innocenti, Francesco Merciai e Francesca Nerozzi
Maschere in cuoio di Roberto Andrioli
Regia di Roberto Andrioli e Fabrizio Checcacci

Una produzione La Macchina del Suono

La Mandragola” di Niccolò Machiavelli, andata in scena per la prima volta nel 1518, contiene già molti elementi tipici della Commedia dell’arte, detta anche all’italiana. Questo adattamento rilegge il classico del 1518 evidenziando gli archetipi tipici del genere e associando i personaggi a maschere tradizionali: Messer Nicia diventa un Pantalone ricco e sciocco, Ligurio un servo astuto simile a Truffaldino, e Callimaco un giovane innamorato con tratti del Capitano e di Don Giovanni. Fra’ Timoteo rappresenta l’autorità religiosa, abile nell’usare la dialettica e il suo potere a suo profitto, e ancora Lucrezia, una giovane bella e desiderata che contiene le caratteristiche tipiche dell’innamorata, sua madre Sostrata, una donna matura e interessata a mantenere la posizione sociale e il benessere raggiunto attraverso il matrimonio della bella figlia con il ricco Messer Nicia. 

In questa versione, il testo originale viene riportato alla sua essenza di scenario, costruito su canovacci e lazzi che esaltano il gioco corale e una graffiante comicità.

A NANNA DOPO CAROSELLO

Sabato 27 febbraio ore 21,15


di e con Clara Costanzo

FUORI STAGIONE –  Rassegna SIGNORE E SIGNORI, BUONASERA

“A nanna dopo Carosello” è un omaggio ironico e divertente a Carosello, la striscia pubblicitaria quotidiana andata in onda dal 1957 al 1977, che per vent’anni trasformò la pubblicità in scene d’autore firmate da registi come Fellini, Pasolini e Leone, interpretate da grandi attori come Totò e Gino Cervi, dando vita a personaggi entrati nell’immaginario collettivo: Calimero, Topo Gigio, la Linea di Cavandoli, la Mucca Carolina.

Clara Costanzo veste i panni di Lucia, cresciuta negli anni ’50 tra cinque sorelle, una madre che canta tutto il giorno e un padre che lavora al bar della Rai, dove incontra i protagonisti della televisione appena nata. È da lui che Lucia scopre i retroscena di Carosello, e da adulta ne ripercorre ora le tappe con leggerezza e ironia, tra ricordi di famiglia, slogan che hanno fatto epoca e canzoncine indimenticabili. Tra parole, canzoni e musica dal vivo, lo spettacolo strappa il sorriso raccontando un’Italia che sapeva ridere e sognare.

LA LOCANDIERA, LO CHEF E GLI ALTRI

Sabato 20 febbraio 2027 ore 21:15

Libero adattamento da La Locandiera di Carlo Goldoni
di Roberto Cavosi
regia Filippo D’Alessio
con Maria Cristina Fioretti e Bruno Governale
e con Mario Focardi, Andrea Plithakis e Gianluca Rossetti
costumi Alessandra Menè
musiche Eugenio Tassitano
luci Valerio Caporossi
scene Luca Luchetti
Spettacolo finanziato dalla Regione Lazio con il fondo Spettacolo dal vivo 2026

Seven Cults Produzioni

Un Goldoni contemporaneo dove la maschera non copre più i volti ma le solitudini, e dove ridere è l’unico modo per non piangere sulla commedia dell’esistere.Nella locanda di Mirandolina si sfidano a colpi di regali e mance due clienti facoltosi: Forlipopoli, venditore di auto usate convinto di essere irresistibile, e Albafiorita, ricco azionista che sventola banconote come fossero fazzoletti. Entrambi sono perdutamente innamorati della locandiera, ma lei ha altri piani. Arriva Ripafratta, celebre chef televisivo misogino che disprezza le donne e non perde occasione per ricordarlo. La sfida è lanciata: Mirandolina riuscirà a far capitolare proprio lui? Tra lenzuola di satin pettinato, whisky a fiumi, una zuppa di gatto “sublime” e una notte di follie culinarie, lo chef finirà “infarinato, impanato e fritto”. Ma al mattino, quando tutti e tre gli spasimanti credono di aver conquistato il suo cuore, la locandiera li manda tutti a quel paese. L’unico che resta? Fabrizio, l’inserviente rumeno che sopporta da sempre i capricci dei clienti e conosce il vero volto di Mirandolina. Un Goldoni contemporaneo dove a vincere è chi sa ridere di tutto, anche dell’amore.

VENTI, TRENTA, QUARANTA, QUANDO LA RADIO CANTA

Passeggiata teatral-canora nel periodo d’oro della Radio Italiana

Sabato 13 febbraio ore 21,15


di Mirco Rocchi
con Eleonora Mazzotti, Mirco Rocchi
al pianoforte Luca Bonucci
regia di Stefania Stefanin

FUORI STAGIONE –  Rassegna SIGNORE E SIGNORI, BUONASERA

Uno spettacolo di Teatro-Canzone che ripercorre l’epoca d’oro della Radio italiana, dagli anni ’20 alla fine della seconda guerra mondiale: invenzione modernissima del “genio italico”, strumento di propaganda del Regime e soprattutto veicolo della canzone italiana, un tempo famosa nel mondo. Le canzoni raccontavano tutto — amori infelici, leggerezze quotidiane, frecciate al Governo mascherate da fronda, il dolore della guerra e la speranza di rinascita.

Eleonora Mazzotti e Mirco Rocchi, cantanti-attori, giocano con brio su questi materiali storici — prima di tutto bellissime canzoni — accompagnati al pianoforte da Luca Bonucci. Melodie struggenti, brillanti o swing si intrecciano a frammenti di Storia, grande e minuscola, in uno spettacolo che farà scoprire ai più giovani gioielli musicali inaspettati e regalerà ai più adulti qualche toccante ricordo.

L’USO DELLA FOTO

Sabato 6 febbraio 2027 ore 21:15

con Lucrezia Lante Della Rovere e Lorenzo Degl’Innocenti
chitarra e ambienti sonori: Cosimo Zannelli
regia di Lorenzo Degl’Innocenti

Una produzione La Macchina del Suono

La presenza scenica e la voce intensa di Lucrezia Lante della Rovere sono al centro di una lettura teatrale a due voci, insieme a Lorenzo degl’Innocenti.

Un progetto attualmente in via di definizione, nato dall’incontro tra due interpreti e dalla forza della parola affidata alla scena. Il titolo, per ora, resta un piccolo mistero.

Ciò che è certo è l’incontro di due voci, due sensibilità e una scena pronta ad accogliere una storia ancora tutta da svelare. Una lettura essenziale e intensa, in cui la parola diventa materia viva e la voce di Lucrezia accompagna il pubblico dentro una storia capace di lasciare spazio all’immaginazione.

 

 

L’USO DELLA FOTO2old

(Titolo provvisorio)

con Lucrezia Lante Della Rovere e Lorenzo Degl’Innocenti
chitarra e ambienti sonori: Cosimo Zannelli
regia di Lorenzo Degl’Innocenti

Una produzione La Macchina del Suono

La presenza scenica e la voce intensa di Lucrezia Lante della Rovere sono al centro di una lettura teatrale a due voci, insieme a Lorenzo degl’Innocenti. Un progetto attualmente in via di definizione, nato dall’incontro tra due interpreti e dalla forza della parola affidata alla scena. Il titolo, per ora, resta un piccolo mistero. Ciò che è certo è l’incontro di due voci, due sensibilità e una scena pronta ad accogliere una storia ancora tutta da svelare. Una lettura essenziale e intensa, in cui la parola diventa materia viva e la voce di Lucrezia accompagna il pubblico dentro una storia capace di lasciare spazio all’immaginazione.

 

 

L’AMICO RITROVATO

Mercoledì 27 gennaio 2027 ore 21:15

di Fred Uhlman
traduzione, adattamento e regia di Ciro Masella
by arrangement with The Random House Group Ltd, a Penguin Random House company
con Ciro Masella e Filippo Lai
scena Aldo Zucco
luci Max Mugnai
costumi Chiara Lanzillotta

Una produzione Le Parole di Hurbinek/Mana Chuma/Uthopia

IL’Amico Ritrovato è un classico della letteratura, un racconto magistrale di Fred Uhlman che narra la storia di una grande amicizia messa a dura prova dalle leggi razziali, di un’intesa perfetta e magica nell’Austria che assiste all’ascesa inarrestabile di Hitler. La storia dell’amicizia fra il giovane figlio di un medico ebreo e il rampollo di una famiglia aristocratica ariana. Un legame che, nonostante le differenze di classe, di carattere e di cultura, trasformerà profondamente e segnerà irrimediabilmente i due protagonisti. Il racconto di formazione teso, struggente e appassionante di Uhlman prende corpo sulla scena in tutta la sua potenza poetica.