VOLETE SAPERE PERCHE’ VALE LA PENA VIVERE?

Parole e musica per Woody Allen 

Domenica 3 gennaio 2027 ore 18:00
Martedì 5 gennaio 2027 ore 21:15
Mercoledì 6 gennaio 2027 ore 18:00

regia e adattamento Emilio Russo
con Fabrizio Checcacci, Roberto Andrioli, Lorenzo Degl’Innocenti
musiche dal vivo con Cosimo Zannelli alla chitarra, Roberto Grigiotti al basso e Pino Fidanza alla batteria
scene e costumi Pamela Aicardi

produzione Tieffe Teatro/La Macchina del Suono

Un omaggio teatrale al pianeta creativo di Woody Allen, alla sua ironia inconfondibile e alla capacità di trasformare dubbi, nevrosi e fragilità in materia comica universale. Il titolo, tratto da una celebre battuta di Manhattan, diventa il punto di partenza per attraversare oltre cinquant’anni di cinema, scrittura e comicità d’autore. Lo spettacolo prende la forma di un elegante cabaret contemporaneo, dove parole e musica si inseguono in un dialogo continuo. Letture, scene, citazioni e frammenti ispirati ai film più amati evocano l’universo di Woody Allen: l’amore e il disincanto, il desiderio e la paura, l’intelligenza e l’assurdo dell’esistenza. La musica dal vivo accompagna il racconto con le sonorità del jazz e del dixieland, restituendo l’atmosfera di una New York romantica e malinconica, ma anche il ritmo brillante della sua comicità. Un viaggio leggero e profondo, dedicato a chi è cresciuto con i suoi film e a chi vuole scoprirne oggi l’attualità: perché, tra una battuta, un assolo e un amore fuori tempo, forse si nascondono ancora le ragioni per cui vale la pena di vivere.

L’ULTIMA FOTOGRAFIA

Sabato 24 ottobre 2026 ore 21:15
Domenica 25 ottobre 2026 ore 18:00

di Roberto Andrioli
con Roberto Andrioli, Yeda Kim, Mattia Ricchiuti
Luci e scene Roberto Andrioli e Fabrizio Checcacci
Regia di Fabrizio Checcacci

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO

Marco è un fotografo di guerra in crisi: sfrattato, separato, alcolizzato e indebitato con individui poco raccomandabili. Una sera, tra bollette e una lettera di sfratto, riceve la notizia di aver vinto un importante premio di fotogiornalismo, e si prepara a partire in fretta per Londra a ritirarlo, sperando in un riscatto almeno economico.Proprio mentre è teso tra l’ansia della partenza e il terrore di sicari che sorvegliano casa sua, si presenta alla porta Adila, una ragazza straniera che dice di essere amica di Leonardo, il figlio di Marco negli Stati Uniti, chiedendo ospitalità per la notte. Le sue domande insistenti sulla foto premiata la rivelano presto come una figura misteriosa e  pericolosa, e costringono Marco — da sempre abituato a costruire la realtà attraverso l’obiettivo — a smascherarsi e raccontare la verità che ha sempre nascosto dietro i suoi scatti.

NOTE DELL’AUTORE

 

Questo testo esplora vari temi: il nostro punto di vista sulle guerre oggi, il rapporto ambiguo tra verità e rappresentazione della verità attraverso le immagini, le tensioni esistenti tra due “schieramenti”, noi occidentali e gli altri. Indaga inoltre i conflitti tra due generazioni, tra la coscienza dei figli e quella dei padri.

In scena tre personaggi: Marco il fotografo di guerra, Adila la ragazza straniera e Leonardo, un ragazzo italiano figlio del fotografo. Tutti hanno “perso il rapporto con la terra”, tutti si trovano per motivi diversi in una sorta di territorio “sospeso” tra giustizia, sopravvivenza, radici e futuro.

Il nostro fotografo è lontano dai fotografi-star, testimoni-eroi che con attitudine quasi monastica ci raccontano, spesso rischiando la vita, frammenti di verità, trasformando la sofferenza in arte, il dolore in bellezza. Ma un dubbio rimane: le immagini, che noi tutti ormai utilizziamo come strumento di rapido racconto, quanto davvero rispecchiano la verità?

Quanto in quelle immagini bidimensionali che vediamo a testa bassa nei nostri monitor dei telefonini e computer, la verità potrebbe sfuggire e restare nascosta nella terza dimensione mancante, la profondità appunto?

NOTE DELL’AUTORE

Questo testo esplora vari temi: il nostro punto di vista sulle guerre oggi, il rapporto ambiguo tra verità e rappresentazione della verità attraverso le immagini, le tensioni esistenti tra due “schieramenti”, noi occidentali e gli altri. Indaga inoltre i conflitti tra due generazioni, tra la coscienza dei figli e quella dei padri.
In scena tre personaggi: Marco il fotografo di guerra, Adila la ragazza straniera e Leonardo, un ragazzo italiano figlio del fotografo. Tutti hanno “perso il rapporto con la terra”, tutti si trovano per motivi diversi in una sorta di territorio “sospeso” tra giustizia, sopravvivenza, radici e futuro.
Il nostro fotografo è lontano dai fotografi-star, testimoni-eroi che con attitudine quasi monastica ci raccontano, spesso rischiando la vita, frammenti di verità, trasformando la sofferenza in arte, il dolore in bellezza. Ma un dubbio rimane: le immagini, che noi tutti ormai utilizziamo come strumento di rapido racconto, quanto davvero rispecchiano la verità?
Quanto in quelle immagini bidimensionali che vediamo a testa bassa nei nostri monitor dei telefonini e computer, la verità potrebbe sfuggire e restare nascosta nella terza dimensione mancante, la profondità appunto?

 

CUORE

FRANTI AVEVA RAGIONE

VENERDI’ 19 E SABATO 20 ORE 21.15
DOMENICA 21 ORE 16.30 DICEMBRE 2025

di Lorenzo Degl’Innocenti
Liberamente tratto da “Cuore” di Edmondo De Amicis
con Matteo Dall’Olmo, Roberto Salemi, Francesco Merciai e Elena Talenti
regia di Fabiola Trenzich

PRODUZIONE LA MACCHINA DEL SUONO

Siete pronti a fare a pezzi il libro Cuore?

Dimenticate il buonismo, le lacrime facili e la retorica patriottica. Questo spettacolo ribalta il romanzo più amato e odiato della letteratura italiana, trasformandolo in un vortice di pura energia teatrale fisica e incalzante, un’esplosione di ironia e ritmo.

Scoprirete il lato inaspettatamente comico di un testo che tutti pensano di conoscere. Ogni episodio è il pretesto per sperimentare linguaggi diversi; il risultato è una satira sferzante che dialoga con il presente e ci interroga: siamo sicuri che i “buoni” siano così buoni e i “cattivi” così irrecuperabili?

Al centro di questa rivoluzione c’è lui, Franti, eroe anarchico e disobbediente, che con la sua risata di sfida aveva forse già capito tutto.